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meditative / relaxing / dreamy ambient · soundscape for indefinite and abstract places

Licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0
Cover of In assenza di Luna
Pre-listening track

DESH ALB

In assenza di Luna

Tracks

  1. Fluttuando
  2. Eastlab
  3. In assenza di Luna
  4. Perturbazione
  5. Il saluto
Release date
4 May 2015
Total running time
30:03
Format
Files MP3 CBR 320 Kbps
Catalogue
BN_LP013_05_15
License
CC BY-NC-ND 3.0

Walter Fini debuts on batenim with a new album of ambient music that not only deconstructs the concept of rhythm but it seems that the role of rhythm itself is relegated and “authorized” to emerge as mild support to rarefied atmospheres full of nature, spirituality almost religious, chiming of Tibetan bells, echoes and almost tribal sounds reminiscent of the best Popol Vuh works; good “longlasting” music dynamics that lead the listener into undefined places in perfect style and consistency with the favourite batenim genre. Just one listening is enough to feel how “In assenza di Luna” makes perfectly clear and tangible the talent and sensitivity needed to create musical paths sometimes gentle, reassuring and only after a few seconds suddenly suffering, troubled without a clear understanding of what is coming next. If his intent was only to capture the mood of a listener, Fini would be just another simple artist with yet another simple common ambient album… but he goes beyond consciousness, beyond the perception barriers of things and “In assenza di Luna”, for the pleasure of those who give it the many listenings it deserves, turns into an ancestral prayer, a deep, one-way dreamlike journey, a complex musical map to get in touch with a hidden place in the psyche of the artist passing from the heart.

Esordio di Walter Fini in batenim con un album di musica ambient che non solo destruttura il concetto di ritmica ma sembra che il ruolo della ritmica stessa sia relegata ed “autorizzata” ad emergere come lieve sostegno ad atmosfere rarefatte piene di natura, di spiritualità quasi religiosa, rintocchi di campane tibetane, echi e sonorità quasi tribali dei migliori Popol Vuh; sapori e dinamiche “longlasting” particolarmente indovinate che conducono l’ascoltatore verso luoghi indefiniti in perfetto stile e coerenza con il genere che batenim accoglie positivamente. Basta un solo ascolto per comprendere quanto “In assenza di Luna” renda perfettamente chiaro e tangibile il talento e la sensibilità necessari per creare percorsi musicali a volte soavi, rassicuranti e solo dopo pochi secondi improvvisamente sofferenti, travagliati senza una precisa consapevolezza di cosa ti aspetti a breve. Se il suo intento fosse solo quello di catturare lo stato d’animo di un ascoltatore, Fini sarebbe solo un ennesimo artista alle prese con un ennesimo semplice buon album..ma lui va oltre la coscienza, oltre le barriere della percezione delle cose e “In assenza di Luna”, per il piacere di assuefarci a copiosi ascolti che merita, si trasforma in una preghiera ancestrale, un onirico viaggio profondo di sola andata, una complessa mappa musicale per entrare in contatto con un luogo nascosto nella psiche dell’artista passando dal cuore.